venerdì, maggio 20, 2011

Vertice

Ho convocato per oggi un vertice della maggioranza che sostiene il governo regionale. L'incontro si terrà nella sede della Regione a Udine con inizio alle 14.30.

7 commenti:

Fausto Patat ha detto...

Siiiì, certo, i tuoi amici, siccome non hanno nient'altro da fare alzano una cortina fumogena con la trovata dei ministeri da spostare. Ma ce rasse di int vino metude al governo ? Allegria !!
C'è champagne per tutti!

pierpaolo ha detto...

Presidente bentornato!! Ci racconti però poi anche cosa Vi siete detti..Quattro assessori triestini che fanno il bello ed il cattivo tempo, politicamente intendo, e mi dicono (fonti ufficiali) che si ritiene che a Nord di Udine non ci debba essere una risonanza magnetica perchè non ci sarebbero i NUMERI sufficienti??..President non vede che ci mangiano vivi..Non possiamo permettergli di comandarci come fossimo la Gallia ai tempi dell'Impero Romano.. E non dirmi Tondo, scusa la confidenza, che quella guerra tra fazioni se non per bande che c'è in riva al Golfo non rischi di far saltare la Giunta. Ai politici triestini gli interessa poco della Regione, della visione globale, delle prospettive generali di sistema, i ghe interesa comandar solo a casa lori.. i politici dico, non la gente, le .mule. per esempio.il se le meglio d'Europa..

exanba ha detto...

PierPaolo , perchè Bandelli non si è alleato ?

silvana ha detto...

In tempi non lontani la professionalità nel svolgere il proprio lavoro all’interno della P.A., veniva riconosciuta e la scelta del responsabile avveniva nella cerchia dei “raccomandati” dove si privilegiavano le persone competenti e preparate nel ruolo che avrebbero dovuto andare a ricoprire. I dipendenti pubblici non lavoravano soltanto per il 26 di ogni mese, ma sentivano la necessità di fornire all’utenza un servizio qualitativamente elevato. Nel 2003, quando la Regione Friuli Venezia Giulia è stata conquistata dal centro sinistra con il Governatore Illy, immediatamente è stata completamente stravolta da quel Andrea Viero che aveva ben pensato di introdurre il metodo bocconiano “non ascoltare mai i sottoposti e non permettere a loro di vomitarti addosso i loro problemi”. Questo è una delle regole principali dettate dal D.G., colui che “tutto sapeva e tutto insegnava” responsabile di aver stravolto completamente il frutto di un’esperienza nata nel 1963 e consolidata nel corso degli anni fino al 2001. Fino al quel momento tutti i dipendenti di buona volontà, avevano operato con professionalità e competenza per portare la Regione FVG in grado di rispondere esaurientemente alle più svariate esigenze dell’utente. Cacciando via le memorie storiche della Regione, elargendo loro una beautiful exit esagerata, il mega direttore galattico, ha realizzato una struttura “vuota” composta da numerosi Yes man, quelle persone che si potrebbero molto bene identificare nel “cagnetto del lunotto”.
continua ....

silvana ha detto...

Tutti quei dipendenti che si aspettavano che cambiando il capitano della nave, la gestione aziendale che si era consolidata nei 5 anni sarebbe stata spazzata via e come per incanto le cose sarebbero tornate come prima, sono rimasti “al palo”. Tante persone si sono create delle aspettative di cambiamento, avevano riposto la loro fiducia in Renzo Tondo, avevano creduto in lui, nelle sue capacità, e che potesse riportare questa Regione al punto in cui lui l’aveva lasciata, ma purtroppo hanno dovuto cambiare opinione. L’unico cambiamento che ha fatto il Presidente Tondo, è stato nel 2008 quando si è insediato, ed ha eliminato l’istituto del direttore generale, la sola figura amministrativa che comandava tutti i vari dirigenti e direttori regionali, e forse anche qualche assessore. L’eliminazione del Direttore generale, ha prodotto nell’A.R., e precisamente all’interno dell’area dirigenziale, un’oligarchia che viene gestita dai pochi “unti dal Signore” che si sono allineati con il sistema. Per alcuni dirigenti ovvero quelli che hanno inteso di voler continuare a fare il proprio dovere, sono stati inspiegabilmente (o forse anche no!!) allontanati.
Se da una parte, e precisamente, all’interno dell’area dirigenziale nel “governo dei pochi eletti” si respira “aria di festa” nel settore dei non dirigenti c’è un malcontento generalizzato. Ma l’apice “dei consensi” da parte dei dipendenti regionali, è stato raggiunto dal Presidente, quando – attraverso i giornali – ha elogiato il personale interinale. Quando mai, lui si è accorto della carenza di personale, del fatto che, se si è dovuto ricorrere a personale esterno a contratto, bisognava risalire all’origine del problema. Uno dei motivi del malcontento dilagante negli uffici, riguarda il raggiungimento degli obiettivi: un dipendente non viene valutato per le proprie capacità, ma a seconda della simpatia o antipatia suscitata nel dirigente responsabile di quel servizio.
Non solo ma l’oligarchia permette al dirigente di un servizio di scegliere i suoi collaboratori: con il solito metodo infallibile, meno uno sa, meglio è per lui e per il suo superiore, e soprattutto non deve mai chiedersi il perché svolge quel tipo di lavoro. Se uno disgraziatamente gli viene in mente tale oscuro pensiero, viene immediatamente convocato ed invitato a trovarsi un “posto dove andare” all’interno dell’Amministrazione. Apparentemente (così viene fatto credere) non si tratta di un trasferimento coatto, ma bensì l'“inaffidabile” viene “lasciato andare”. Potrei fare tanti esempi con nomi e cognomi, ma per una questione di privacy non posso spingermi oltre a quanto scritto.
Secondo me, il Presidente dovrebbe predisporre all’interno di ogni direzione centrale, una “cassetta dei reclami” e poi vedrebbe bene come la gente inizierebbe a scrivere cos’è che non va, invece di farlo sul blog.
Silvana Segalla

exanba ha detto...

In mancanza di Pier. Come mai Bandelli ? Triestin , l'xe Triestin . Vogliano vedere su che sedia si siederà. ?

exanba ha detto...

Cioè , Bandelli , a chi farà confluire i Suoi voti ?
Par mi a Sinistra e la dice lunga , ma aspettiamo.