martedì, maggio 11, 2010

Buongiorno di Massimo Gramellini sulla Stampa di oggi

Vi segnalo l'articolo pubblicato oggi sul quotidiano La Stampa "Buongiorno" a firma di Massimo Gramellini:

Buongiorno



Alla ricerca dell’ultima foto di un cormorano imbrattato di petrolio, la nostra redazione ha ripescato dall’archivio un vecchio giornale. Sotto l’immagine straziante della povera bestia, il titolo d’apertura annunciava il disastro ecologico: settantamila tonnellate di greggio perse da una petroliera. Pensavamo che le affinità coi giorni nostri fossero finite lì, quando lo sguardo ci è caduto sul secondo titolo della prima pagina: «I veti incrociati gelano il dialogo sulla giustizia». Gli occhi di tutti sono corsi alla data: mercoledì 20 novembre 2002, quasi otto anni fa. Eppure il ministro Tremonti annunciava una manovra lacrime e sangue anche allora. E a pagina 5, non ci crederete, «Mezza Quercia prende le distanze da Fassino». Esattamente come oggi mezzo Pd, mentre l’altro mezzo le prende da Bersani. Dopo aver solcato con le pupille sbarrate «La Lega preme per il federalismo fiscale», una pagina monografica su Ciancimino e una sulla mancanza di pluralismo dell’informazione, siamo finalmente approdati agli Esteri: «Europa, la grande malata». Inseguiti dalle notizie zombi, abbiamo cercato rifugio negli Spettacoli, dove era in corso una polemica sull’eccesso di cattivo gusto in tv. Lo sport, invece, era dominato dalla protesta dei tifosi giallorossi. «Verso la Roma c’è malanimo».

La faccio breve. Per trovare qualche differenza fra il giornale del 2002 e quello di stamattina abbiamo dovuto cercare una foto di Berlusconi: gigioneggiava con Schroeder a pagina 10 ed era molto più vecchio.

3 commenti:

Giustino ha detto...

Io propongo questo articolo Presidente Tondo, non me ne voglia:

Martinelli presenta il suo “11 settembre” e la sinistra insorge
Il film racconterà la sconfitta dei musulmani a Vienna nel 1683, lo stesso giorno delle Twin Towers. Ed è polemica
di Fausto Biloslavo
«Se i musulmani avessero vinto la battaglia di Vienna sarebbero arrivati fino a Roma e San Pietro sarebbe diventata una moschea». Non ha peli sulla lingua, il regista Renzo Martinelli, quando parla del suo ultimo film. E il titolo, September eleven, è tutto un programma. Non l’11 settembre del 2001, la data dell’attacco all’America, ma lo stesso giorno del 1683, vigilia della sconfitta dei turchi che assediavano Vienna. «Un noto islamologo ha spiegato che la scelta della data per colpire le Torri gemelle non è stato scelta a caso - sottolinea Martinelli a Il Giornale - L’11 settembre di secoli prima i musulmani erano convinti di conquistare Vienna». Il film racconterà la storia di padre Marco D’Aviano, il frate cappuccino che convinse le potenze cristiane a scendere in campo con la Lega Santa contro i turchi. La pellicola costerà 12 milioni di euro e sarà coprodotta da Rai Fiction, Rai Cinema, dal ministero delle Telecomunicazioni polacco e dall’Austria. Con un contributo da definire, che potrebbe aggirarsi sul milione di euro, parteciperà alla produzione anche la Regione Friuli-Venezia Giulia. Un recupero della memoria del beato del Nordest sepolto nella chiesa dei Cappuccini a Vienna, al fianco degli Asburgo. Non a caso il film è stato presentato la scorsa settimana a Trieste, con la benedizione del presidente del Consiglio regionale del Friuli-Venezia Giulia, il leghista doc Edouard Ballaman. «Se non ci fosse stato padre Marco D’Aviano - ribadisce Ballaman - oggi vivremmo in Eurabia».
Immancabili le polemiche: l’ex assessore regionale alla Cultura della giunta Illy, Roberto Antonaz, di Rifondazione comunista, spara cannonate contro il film e il regista: «Sarebbe scandaloso che la Regione prevedesse un finanziamento ad hoc per un’opera commerciale, tanto più in una fase in cui la cultura subisce tagli pesanti». E rivendica con orgoglio che fu lui a chiudere i ponti con Martinelli che «pretendeva un contributo di un milione di euro».
Ballaman risponde a muso duro ammettendo, però, che in questi tempi di crisi non si largheggerà in finanziamenti. «Da che pulpito la predica - replica -. Antonaz, quando era assessore, ha fatto avere contributi a Radio Palestina. Se ci sono soldi dei friulani sprecati è certo un buon esempio». A Martinelli «dobbiamo dare la cittadinanza onoraria, dopo aver fatto film che ricordano pagine di storia delle nostre terre come la strage di Porzûs, la tragedia del Vajont e la leggenda del pugile Carnera», sostiene Ballaman.
Per il regista controcorrente si tratta di «una polemica strumentale e pretestuosa. Il Trentino ha finanziato con un milione di euro la pellicola su De Gasperi, la Sicilia ne ha dati 4 a Salvatores per Baària. Marco D’Aviano è un beato friulano. Inoltre gireremo anche in regione, con una troupe di un centinaio di persone, creando un certo indotto». Gran parte di soldi arriveranno dalla Rai e dalla Polonia. Jan Sobieski, re polacco con il nome di Giovanni III, fu il condottiero dell’esercito che sconfisse gli Ottomani alle porte di Vienna il 12 settembre 1683.
Il primo ciak del film è previsto nell’agosto del prossimo anno, per far uscire il film nei primi mesi del 2013. Non è ancora chiaro chi interpreterà Marco D’Aviano. Si parla di Adrien Brody, Oscar come miglior attore per Il pianista, oppure Raoul Bova. «La sceneggiatura è stata scritta da Valerio Massimo Manfredi. Con Sgorlon eravamo molto amici - conferma Martinelli - Anche lui, nel campo letterario, ha subito un embargo mediatico e culturale simile al mio».
«Il Giornale» del 10 maggio 2010

paolo albano ha detto...

Gramellini è simpatico, lo seguo sempre nella trasmissione "Che tempo che fa" di Fabio Fazio, se la cantano e se la suonano come se leggessero un copione scritto dalla più classica Sinistra salottiera, puntuali censori dello stato delle cose con una grande acredine mascherata da sarcasmo nei riguardi di Berlusconi e dell'attuale compagine governativa.
Va bene la critica, va bene la satira, ma questo continuo denigrare e censurare senza proposte alternative, è il vero male della nostra politica.
Alle ultime elezioni è cresciuto ancora di più l'astensionismo anche perchè in Italia non c'è alternativa politica all'attuale Governo, e chi non ce la fa proprio a votare a destra o peggio ancora Lega, preferisce non votare proprio.
I disastri fatti in Grecia e anche in Spagna e Portogallo dalla politica delle parti, ci fanno riflettere che oggi più che Politica si deve fare buona amministrazione, per cui farebbero bene tutti i soggetti politici a non arroccarsi su ideologie ormai superate dalla gravità dei fatti attuali e lavorare assieme a delle riforme che finalmente si rivolgono ai Cittadini e non a delle lobby di parte.

Fonso ha detto...

Le notizie sui giornali sono sempre le stesse in quanto frutto di un continuo copia/incolla abusato dai "giornalai" che popolano le redazioni.