Sono da poco rientrato dalla Cina. Ancora reduce da "jet leg", vi propongo quindi un servizio tratto dalla stampaSul Piccolo qualche giorno fa si parlava della mia passione per la dama. Nella rubrica "il personaggio" ricordo alcuni aneddoti legati alla mia attività damistica, ma non solo: in un recente incontro organizzato dal Panathlon club di Trieste, presieduto da Federico Pastor, come riportato nell'articolo, ho parlato del coordinamento discipline sportive associate al Coni e della necessità di aiutare questi sport. Per leggere l'articolo, vi rimando al primo commento.
PS: Da domani riprenderò la comunicazione politica.

13 commenti:
SUL PICCOLO
GIOVEDÌ, 13 NOVEMBRE 2008
Pagina 33 - Trieste
IL PERSONAGGIO
Tondo e la passione per la dama: «Votavo e poi scappavo a giocare»
L’ALTRA «FACCIA» DEL GOVERNATORE
«Quando ero assessore nella giunta Antonione mi ero iscritto a un torneo: non dimenticherò mai la lavata di capo di Saro»
Ricorda il suo avversario e amico Biecar: «Fermò il tempo per permettermi di andare al bagno: quella volta l’ho ammirato»
Le strategie della dama come palestra per l’agone politico. E’ questo il lato meno noto della personalità del presidente della Regione, Renzo Tondo. «E’ vero – afferma il governatore del Friuli Venezia Giulia – questo gioco, oltre a essere una mia storica passione, che coltivo fin dalla giovinezza, è diventata, da quando vivo in prima persona il mondo della politica, un piacevole modo per esercitarmi nelle tattiche, nell’autocontrollo, nella previsione delle mosse altrui».
Una scacchiera e le pedine bianche e nere: su questo si allena mentalmente Tondo, che della dama apprezza soprattutto un aspetto. «Mi piace la competitività di questa disciplina, che non ammette giustificazioni in caso di sconfitta – spiega – in quanto non ci si può appellare alle decisioni dell’arbitro, al fatto di giocare in trasferta. Ci si misura solo ed esclusivamente con la propria bravura, con quella dell’avversario e con il tempo che trascorre, rigorosamente uguale per i due contendenti, che devono effettuare le mosse entro un minutaggio prestabilito».
Nella sua lunga carriera di giocatore, Tondo ha intrecciato spesso la dama e l’attività istituzionale. «E non sempre coniugare le due passioni è stato facile – confessa – perché la voglia di giocare è sempre forte. Ricordo in particolare un episodio che avvenne una decina di anni fa, quand’ero assessore della giunta presieduta da Roberto Antonione. Vicino al palazzo di piazza Oberdan, era in corso un torneo al quale mi ero iscritto, come sempre con buon anticipo – ricorda – e non volevo rinunciare, nonostante in contemporanea ci fosse una riunione del consiglio. La mia presenza era fondamentale perché facevo parte della maggioranza e non si potevano disperdere voti. Passai la mattinata alternando la partecipazione ai lavori in aula, votando col classico pulsante, e la presenza nella vicina sala dov’era in corso il torneo. Alla fine, un collega di consiglio e di maggioranza, Ferruccio Saro – rivela Tondo – mi colse in flagrante e mi fece una lavata di testa che non dimenticherò facilmente».
Alla dama sono legati anche momenti meno felici della sua carriera politica: «Quando vinse Illy – spiega il presidente regionale – per consolarmi della sconfitta andai nelle lontane Antille, con la mia famiglia, per partecipare a un torneo internazionale di dama, immergendomi nella concentrazione da scacchiera, per non pensare alla vicissitudini elettorali».
Poi è venuto il recente successo, che l’ha riproposto nella carica di presidente dell’esecutivo: «Credo che Illy abbia perso anche perché mi ha sottovalutato – dice con evidente soddisfazione – cosa che un esperto giocatore di dama non farebbe mai».
La grande passione per la dama ha portato Tondo a primeggiare anche nell’ambito dell’istituzione sportiva: è presidente della Federazione italiana dama e del Coordinamento nazionale delle discipline sportive associate al Coni. «Sono sport particolari, di nicchia – sottolinea Tondo – come l’arrampicata sportiva, il bowling, il biliardo, il bridge, il cricket, il palla pugno. All’interno del coordinamento ci sono anche discipline legate alle antiche tradizioni popolari e questo è uno dei motivi per i quali ho accettato la presidenza. Si tratta di difendere gli sport cosiddetti poveri, che hanno bisogno di sostegno e ai quali posso offrire la mia figura di uomo pubblico come testimonial».
Per parlare del coordinamento discipline sportive associate al Coni, Tondo ha partecipato in questi giorni a una serata organizzata dal Panathlon club di Trieste, presieduto da Federico Pastor, illustrando agli astanti la «necessità di aiutare questi sport». Nella pratica della dama, è agevolato da quella che lui stesso chiama «benevolenza della famiglia».
Sposato con sposato con la signora Anna, dalla quale ha avuto tre figli, Giulia, Simone e Matteo, Renzo Tondo ha sempre potuto ricavare lo spazio per sedersi alla scacchiera: «Simone ha cominciato anche lui a giocare a dama – racconta – e oramai credo sia diventato più bravo di me».
A tessere le sue lodi, come giocatore e, soprattutto, come sportivo, per lui che è friulano, arriva un triestino: Aldo Biecar, più volte avversario di Tondo. «Ricordo un episodio di tanti anni fa – rammenta Biecar – durante un torneo. Eravamo avversari e io dovevo andare al bagno. Per regolamento, quando uno si assenta per motivi personali – spiega – il tempo dei cronometri, che fissa la frequenza delle mosse, non si arresta. Spiegai a Tondo le mie necessità e lui propose, molto sportivamente, di recuperare il tempo che avrei perso. Cosa che non era tenuto a fare. Per la cronaca – conclude Biecar – la partita finì alla pari. Non sono un suo sostenitore come politico, ma in quel frangente lo ammirai».
Ugo Salvini
Scusate ragazzi, c'è un cambiamento di programma.
A causa di un improvviso impegno istituzionale, non sono più in grado di garantire la mia presenza per il 9 alla cena dei bloggers.
Poichè ci tengo veramente e visto che andiamo verso le feste, credo che sia meglio rinviarla al 2009, così potremo scambiarci gli auguri ad anno già avviato.
RENZO, SO CHE TI DISPIACE DAVVERO...perciò Ti "perdoniamo" volentieri!
Anche, perché non sia mai detto che hai preferito stare con noi piuttosto che rispettare un imprevisto, ma pur sempre molto importante, impegno istituzionale:
noblesse oblige!
ps Certo che quel menù combinato così bene dalla sig.ra Anna e unito a quei "vinelli", come li ha definiti qualcuno schersosamente, fanno venire l'acquolina in bocca....
"più lunga l'attesa..più grande la gioia"!
Basta che non ci vengan le bave......
Lo scacchiere della dama,
degli scacchi da più fama
o serve solo a quella brama,
a quell'attesa,chè più chiama
più dimentica la dama,
meno crede nell'Obama,
che si impegna in Alabama,
ma non trova mai l'Osama?
Auguri per la gamba.... :-D
Visto che siamo in tema di dama, ci terrei a fare i complimenti a Romeo Patatti, che dopo la splendida performance ai campionati italiani a squadre, svolti lo scorso week end ad Arta Terme, è stato promosso Maestro di Dama. Per quanti non lo sapessero, ad ogni giocatore è attribuito un punteggio detto elo-rouble, che aumenta o diminuisce a seconda dei risultati ottenuti di partita in partita. Romeo è dunque l'unico maestro del Circolo Damistico di Tolmezzo, per l'orgoglio di tutti noi.
Caro Presidente, apprezzo quando scrivi che hai imparato dalla dama le tattiche dell’autocontrollo. Per quanto riguarda questo argomento, potresti tenere dei corsi di formazione per far ottenere a tanti “bisognosi” la capacità di riuscire a trattenere l’ira ed i propri istinti repressi. La lavata di capo fatta da Ferruccio Saro è avvenuta solo per il tuo bene. Sono convinta che, nessuno è più felice di lui, nel vederti seduto su quella poltrona: eletto con un sistema elettorale maggioritario, dove il Presidente non è più come in passato “ostaggio” della sua stessa maggioranza. Mi piace quando affermi che, quando si gioca a dama, non bisogna mai sottovalutare l’avversario, questa regola andrebbe applicata sempre, anche nella vita di ogni giorno, ma è difficile trovare qualcuno, come te, dotato dell’umiltà necessaria per comprendere che, ogni persona ha la propria dignità e per questa ragione, ha diritto di essere rispettata indipendentemente dal ruolo che ricopre nella società. Speriamo che le nuvolette di drago abbiano fatto uscire il drago che c’è un te per la ripresa della tua attività politica.
Mandi Silvana
Perchè dagli uffici della Regione non si leva una voce che sia una a favore di Renzo Tondo che, a sentire Tommaso Cerno sul Messaggero Veneto, combatte da solo la battaglia sui "bonus" natalizi ai consiglieri regionali ( 5 milioni circa )? La Cdl dice che è un fatto di democrazia, che è giusto, in pratica che anche i consiglieri possano far bella figura con i loro elettori. Allora, mi domando: chi deve dare a chi?
E viene giù dal ciel,sento
un dolce bonus "regioncard"
che ti dice spera anche tu,
è Natale, non soffrire più...
I bonus alle famiglie, la Social Card, la crisi. Eppoi eccoli qua: 5 milioni di bonus ai consiglieri che la divideranno fra i loro elettori! Pensate, sarebbero 1000 euro per 5000 famiglie friulane in difficoltà. Oppure 500 borse di studio da 10.000 euro per gli studenti meritevoli ma che non possono fare l'università. Chessò l'abbonamento gratis per un mese per i pendolari, etcetcetc. Chissà a chi andranno. Magari qualcosa all'Associazione pasta e fagioli per la cena annuale o al Centro per la passata di pomodoro per una gita a San Marzano. Forse anche ai "lanciatori di coltelli maniaghesi" per l'acquisto di un bersaglio umano. Non c'è nulla da fare, ma lo stesso mi meraviglio di questo prendere dalal passata amministrazione il peggio e di distruggere il meglio. Com'era la frase celebre? ah si.. "tutto cambi, perchè nulla cambi". Bella. Attuale. Buon Natale
Concordo con Silvio Bini, il Presidente Tondo ha ragione di portare avanti la sua battaglia, che per quelli che non sono al corrente, la riporto qui di seguito:
“TORNA IL BONUS PER I CONSIGLIERI
Il governatore Tondo non ne vuole nemmeno sentire parlare. La Cdl, invece, lo considera già fatta. Da decidere resta il nome. Tutto è pronto, insomma, in Regione, per il ritorno del bonus natalizio complessivo di 4,9 milioni: ogni consigliere deciderà a chi concedere la propria quota”.
Mi associo con il suddetto blogger, perché nemmeno io ho capito chi deve dare e a chi e in quale percentuale.
Sui bonus?
Non ho parole!
Cmq continuo a credere nell'onestà culturale degli eletti in Regione.
Spero solo che 'sti bonus siano destinati al sostegno d'iniziative serie, che altrimenti non troverebbere copertura nelle normali leggi finanziarie. Spero proprio che siano destinati a chi ne ha veramente bisogno.... e non a "marchette elettoralistiche"!
coooosa? Bonus???
...ma chi controlla l'uso dei bonus?
sono soldi pubblici ci deve essere un controllo su come vengono spesi. O no?
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