Oggi sul Corriere della Sera c'è un'editoriale di Francesco Giavazzi che, prendendo spunto da un episodio avvenuto all'ateneo di Trieste (nella foto), fa una riflessione sull'Università e i docenti.Per leggerlo, vi segnalo questo link o il primo commento.

50 commenti:
Dal Corriere della Sera
UNIVERSITA’ E DOCENTI
Chi ha paura del sorteggio
di Francesco Giavazzi
Gli studenti di Trieste hanno avuto un’idea brillante. Tutto è nato sul loro blog dove uno si è chiesto perché in tante università rettori e professori partecipino alle manifestazioni contro i «tagli del governo»: «Può essere che utilizzino il nostro movimento non per il bene dell’università, ma per proteggere qualche loro interesse, magari per impedire che si modifichi il sistema con cui vengono reclutati i professori?».
E così sono andati sui siti dove vengono riportate le pubblicazioni scientifiche dei loro docenti e quanto ciascuna è citata in altri lavori. Ad esempio «Publish or perish» che usa i dati di Google Scholar ed è disponibile sul sito www.harzing.com o semplicemente i dati delle valutazioni del Civr disponibili sul sito del ministero dell’Università. Racconta Maddalena Rebecca sul Piccolo che da quel giorno si vedono pochi professori alle assemblee degli studenti triestini. Alcune «anime belle» criticano il decreto del ministro Gelmini che prevede una nuova modalità per la scelta dei commissari nei concorsi universitari: elezione di un numero pari a tre volte i commissari necessari e poi sorteggio. «In Gran Bretagna, dove l’università funziona, i dipartimenti scelgono i professori senza bisogno di un concorso ».
Lo so bene, ma lì il titolo di studio non ha valore legale e i fondi pubblici vengono assegnati alle università non a seconda del numero degli studenti iscritti, ma in funzione della qualità della ricerca: ricerca che nessuno cita, niente fondi e il dipartimento chiude. Se i critici vogliono essere coerenti dicano che sono pronti a cancellare il valore legale del titolo di studio (come ha fatto ieri sul Corriere Giovanni Sartori) e ad accettare che vengano chiusi i dipartimenti scadenti. E dicano anche che preferirebbero che i concorsi banditi venissero tutti rimandati in attesa di una riforma dell’università. In realtà temo che le critiche tradiscano la rabbia per un decreto che ha fatto saltare gli accordi con i quali i professori si erano divisi i 6.000 posti a concorso prima ancora che si svolgessero le elezioni per la scelta dei commissari.
Ne è un segno il tentativo (fortunatamente fallito) di modificare in extremis il testo del decreto per consentire ai professori associati di partecipare alle commissioni. Un vecchio trucco: gli associati devono ancora essere giudicati (per diventare ordinari) quindi sono facilmente ricattabili. E infatti a premere per estendere l’eleggibilità ai più giovani erano gli anziani non gli stessi associati. Vorrei avanzare una modesta proposta. Fra poco più di un mese in tutte le università si voterà secondo le nuove modalità, cioè per costituire un pool di candidati fra i quali poi avverrà il sorteggio. Affinché si possa votare con sufficiente informazione, le diverse discipline dovrebbero prendere esempio dagli studenti triestini e pubblicare un elenco dei professori eleggibili e della loro produttività scientifica.
Poiché esistono diversi criteri (l’impact factor e altri) si potrebbero pubblicare indici diversi. Io mi impegno a farlo per le materie economiche e statistiche e sono certo altri lo faranno per altre discipline, soprattutto quelle meno abituate a standard internazionali. Poi si vedrà, sia quali discipline non avranno ritenuto utile dare questa informazione sia quelle che, pur avendo stilato gli elenchi, voteranno per candidati non particolarmente brillanti.
11 novembre 2008
Sarebbe ora di metter mano a queste mafie, stando bene attenti che non ne prendano il posto altre mafie. Che tristezza vedere che i peggiori vizi italici ormai si sono radicati. Pensi che anche le pubblicazioni scientifiche che hanno un'alta valenza, spesso, troppo spesso (conosco molto bene un evento) sono il risultato del lavoro di una neolaureata. Naturalmente subito fagocitata dal barone di turno che ci mette il suo nome sotto. A volte penso che non ci sia speranza per la nostra università se non rivoluzionarla interamente (però, mi scusi, non togliendogli fondi altrimenti non serve a nulla: va allo sbando lo stesso). bah..
Sono d'accordo sull’idea di togliere il valore legale alla laurea (anche se non saprei come applicare il principio alle assunzioni nel comparto pubblico che conta per circa il 25% della forza lavoro italiana).
Ad ogni modo, lascerei che fossero le università ad assumere i docenti che vogliono, inclusi i cugini, figli, nipoti e le amanti dei baroni. Poi se le lauree di quelle università risulteranno scadenti, nessun datore di lavoro assumerà I suoi laureati. Il mercato, quindi, dovrebbe aggiustare la domanda e offerta.
In poche parole, per il mondo del lavoro se mi laureassi in una buona università dimostrerei il mio valore indipendentemente dal titolo acquisito. Starebbe quindi ad un'università darsi degli standard (incluse le assunzioni di docenti bravi) per essere categorizzata "buona" altrimenti si ritroverebbe senza studenti e quindi senza fondi.
Vorrei citare l’esempio di un mio ex collega assunto da Google in una posizione dirigenziale sulla base della sua laurea in… Francese medievale. Laurea presa a Cambridge però! Quindi ha giocato sul buon nome della sua università non sulla laurea per se.
Concordo con l'articolo di Giavazzi, anche se tuttavia, avendo studiato sia a Trieste che a Londra devo dire che gli standard qualitativi dei docenti erano mediamente buoni da entrambe le parti. Magari sono solo stato fortunato...
Caro Presidente, visto che si parla di Università, quindi di argomenti riguardanti persone che hanno studiato, cerchiamo di non abboccare all'amo di concetti affascinanti, ma privi di un qualsiasi valore scientifico.
Nella "ricerca" di cui tratta il Corriere della Sera, non sono riportati valori statistici di alcun tipo. Non esiste la benchè minima connotazione scientifica. E' tutto basato sul concetto dell'ovvietà di certe situazioni. Quindi, gli autori sarebbero bocciati in statistica.
Mi sembra poi ridicolo togliere valore legale al titolo di studio. Siamo tutti d'accordo che persino un ministro della Repubblica ha ammesso che è andata a sostenere l'esame di stato per avvocato a Cosenza, perché doveva iniziare presto a lavorare. Da ciò a togliere il (poco) valore che ancora ha la laurea (ed il diploma), mi sembra ridicolo. Da ultimo, segnalo come anche in Italia alcuni vorrebbero poter privatizzare tutto, persino l'educazione. Insomma, concedere lo studio solo in base al censo. Nemmeno ora va bene, perché delle basse tasse universitarie si avvantaggiano prevalentemente i ricchi (come con l'abrogazione dell'ICI: se ne sono avvantaggiati i ricchi più dei poveri). Per avere poi un sacco di onesti operai pronti a lavorare per due soldi per l'impresa. Ed un sacco di "yesmen" disposti a tutto per poter essere scelti ad un schioccar di dita e senza selezione alcuna, per scelta diretta. Insomma, di male in peggio.
Presidente, una domanda: cosa pensa di fare per i dipendenti della Regione, ora che anche in appello è stato stabilito che l'art. 18 della L.R. 10/2002 (se non sbaglio era Lei al governo della Regione, quella volta. Difenda una norma Sua!) era da concedere? Perché non erogare a tutti in via di autotutela (tanto stanno tutti scendendo in campo con i ricorsi: 3000 persone!), e chiedere il danno a chi firmò ed approvò l'accordo successivo? Insomma, 18 milioni di Euro di danno(magari fossero Lire...) sono tanti... Quasi come la storia dei mutui che estinguo a giugno per accendere nuovamente a novembre.
orlandoilfurioso ha detto... Mi sembra poi ridicolo togliere valore legale al titolo di studio.
Non al titolo di studio, alla LAUREA! (un geometra resti un geometra ed un perito un perito).
Ad ogni modo potresti per favore elaborare un po' di più sul tema perchè se usi il termine ridicolo per una idea che condivido, allora devi dimostrare che è tale.
A supporto dell'inutilità del valore legale della laurea i ti porto il parere di Sergio Romano che condivido in pieno: http://www.corriere.it/solferino/romano/07-05-22/01.spm
La palla passa a te dunque...
Marqualdo mi rilancia la palla.
Accetto la discussione e rilancio.
Il titolo di studio, è la teoria di alcuni, non dovrebbe valere perché le università sono poco più che dei licei. Essendoci anche le lauree triennali, è assurdo che sia i "triennali", sia i laureati presso università di scarso pregio, possano essere definiti allo stesso modo "dottore" dei "migliori".
La differenza c'è, e sempre ci sarà, tra università migliori ed università peggiori. Ad esempio rammento alcuni politici (uno in particolare) che non riuscendo a laurearsi in giurisprudenza a Trieste, emigrò ad altra università del Mezzogiorno. Oppure un mio collega che emigrò nel centro Italia, dove non solo si laureò, ma pure con una media che qui si sarebbe solo sognato.
Da ciò a togliere valore legale alla laurea, ne passa. Possiamo anche portare ad esempio la Gran Bretagna, ma ciò non ci aiuterà in quanto i sistemi istituzionali sono molto diversi e non sono sovrapponibili. Persino il liceo lì funziona in maniera diversa, come pure tutto il rimanente settore scolastico relativo alla formazione professionale.
In GB è molto forte la preparazione pofessionale, proprio per togliere velleità a molte persone, indirizzando i meno abbienti (o capaci) verso lidi lavorativi più sicuri. Ad esempio, in FVG la preparazione professionale è stata delegata completamente ad enti privati dopo la chiusura dell'IRFOP, con risultati che definirei nefasti per la ricaduta negativa sulla preparazione di quanti dovrebbero poter poi trovare un lavoro. Insomma, tra il mandare i figli a scuola professionale, oppure al liceo, sicuramente il genitore italiano preferisce il liceo.
Secondo me è cascato male questa volta: questo articolo è ridicolo, soprattutto perchè non cita le fonti. Non l'ho mica trovato il blog al quale si riferisce l'articolo...
Il senato accademico di Trieste è stato uno dei pochi che ha supportato il movimento di contrapposizioni ai tagli all'università previsti dalla finaziaria.
Mi riferirisco alle assemblee d'Ateneo convocate dal Rettore in piazzale Europa e alle lezioni tenute dai docenti (di scienze soprattutto) in piazza Unità e Stazione, forse questo è il modo per punire la struttura nei confronti dell'opinione pubblica?
Vogliamo discutere degli sprechi che ha generato la riforma del 3+2 con la prolificazione dei corsi di laurea e delle classi, non l'ha confermata la Moratti?
L'Università non va forse intesa come "luogo d'incontro" delle Scienze, vogliamo discutere degli sprechi che generano le sedi distaccate degli atenei? Chi lo va a dire ai sindaci di Gorizia, Gemona, Pordenone, ecc...
Non è forse vero che la città di Gemona si è trovata con una nuova struttura ospedaliera troppo grande e quindi perchè non "riempirla" con qualche corso universitario, o forse l'idea era proprio quella?
Ed il sidaco di Cividale con l'ex convento delle Orsoline? Non era Illy che veniva a proporre ti spostarci la facoltà di Architettura di Udine? Non è mai bello far di tutta l'erba un fascio...
Ho la sensazioni che in questo caso i sostenitori di questi sprechi siano proprio gli amministratori locali.
Presidente Tondo, cosa aspetta ad andare a Roma a supportare un decreto di chiusura delle sedi distaccate delle 3 università friulane? Incominciamo a tagliare un pò di teste, e si cominci a chiudere le famose Facoltà da 3 studenti, o si mandi a casa i baroni che da vent'anni assicurano un posto a parenti ed amici...Oppure fanno comodo gli scheletri dentro l'armadio da izzare al momento giusto magari a scrivere qualche articolo sul corriere.
Riguardo l'Università di Trieste, invito tutti a fare una piccola ricerca in rete a verificare l'ultimo bilancio approvato, vi sorprenderete...
Uno studente deluso.
Oralndofurioso...In GB è molto forte la preparazione pofessionale, proprio per togliere velleità a molte persone, indirizzando i meno abbienti (o capaci) verso lidi lavorativi più sicuri.
...Non mi risulta. Non essendoci attenzione per le manifatture hanno ridotto al minimo da anni la formazione di tipo "vocational" (professionale).
E' vero il contrario, si laureano cani e porci e proprio perchè la laurea è solo un pezzo di carta e basta e tanto vale spendere qualche anno tra feste e festini universitarie. Il risultato? Si possono avere laureati che guidano autobus o che fanno i giardinieri. Una laurea in frances medievale presa a Cambridge vale esponenzialmente di più che una laurea in economia presa alla Middlesex University.
Senza contare che comunque UCAS, l'agenzia di selezione pre-universitaria, funziona come un grande numero chiuso per cui solo ai migliori è dato accesso alle migliori università. Se esci con il minimo dei voti dalle superiori, l'università buona scordatela!
Il punto è che in Italia il valore legale della laurea interessa in primis i dipendenti statali dove una laurea con il 110 presa a Canicattì vale di più di un 95 preso alla Bocconi ed a seguire, interessa tutte quelle situazioni nel privato dove un imprenditore è costretto ad inquadrare un neo laureato in contratti da "laureato" anche quando le competenze potrebbero essere molto al di sotto.
Eppoi le varie riforme per incrementare il numero di laureati sono state ridicole. A che servono più laureati in Italia? Il sistema non ne chiede (visti i tanti laureati disoccupati o peggio, sottocupati). Chi se ne frega delle statistiche dell'OCSE! Meno laureati e meglio preparati! L'università sia un'elite per i più bravi (non per i più ricchi, naturalmente).
dato che parliamo di Università e che quella che ho conosciuto io (a parte la Baronia) era molto diversa da questa (in senso negativo), dato anche che LUCAPOST mi sembra quello più aggiornato sulla situazione attuale e quindi lo prendo per buono avrei una proposta da fare. Che c'entra come il cavolo a merenda, ma pur sempre l'Università nè è il centro.
Posto che vi sono molte caserme dismesse, farci degli ostelli per universitari sarebbe così illogico? Posto ancora che di sicuro ci sono ancora alloggi militari che probabilmente sono abitati da persone che non ne hanno diritto (nipoti e parenti dei militari di una volta magari) insieme alle caserme non sarebbe logico acquisire anche tali alloggi? Far pagare meno soldi per gli affitti degli universitari non sarebbe anche un modo per venire incontro alla crisi che investe le famiglie? E non sarebbe anche un calmiere per gli affitti esterni? Si insomma... tra l'altro le caserme hanno anche la mensa per chi vuole "mangiare" :D
Caro Presidente è ormai trascorso un tempo sufficiente per poter fare un’analisi di ciò che è avvenuto in questo ultimo periodo. Vorremmo partire da quel lontano giorno d’aprile in cui noi dipendenti regionali abbiamo aderito ad uno sciopero contro le iniziative dell’allora giunta Illy. Noi eravamo sotto le finestre della Giunta in via Carducci a Trieste e tu sei passato, forse per caso, (o forse era un segnale premonitore), e ti abbiamo dimostrato tutta la nostra gioia con un poderoso applauso. Tu hai detto: Tornerò!! Non molti hanno sentito questa battuta, però è stata sufficiente ad innescare uno stimolo di vitalità tra noi dipendenti, una flebile speranza !!! La tua esternazione si è diffusa tra i dipendenti che hanno cominciato, speranzosi, a lavorare affinché si verificasse questo “evento”! La politica ebbe il suo lungo corso con un parto molto diffide e con un’alternare dei più svariati nomi, quasi a prevenire un futuro incerto!!! Noi dipendenti regionali, viceversa, non abbiamo mai smesso di agire in tuo favore, anche se la situazione era molto difficile con un clima quasi da guerriglia come fossimo dei partigiani schierati in difesa di una realtà della quale un tempo eravamo orgogliosi. Questo lavorio sotterraneo ha contribuito alla tua vittoria, sulla quale in molti abbiamo creduto e sperato fin dalla tua candidatura. Il merito è prima di tutto tuo, della tua persona semplice e disponibile senza tanti “fronzoli”, del popolo, che ha visto in te un loro reale rappresentante e da ultimo anche di noi dipendenti regionali. La politica, o meglio i politici locali appartenenti anche al tuo schieramento non ti hanno molto aiutato!! Erano praticamente assenti!!
Finita la festa ci siamo apprestati ad attendere i cambiamenti. Abbiamo aspettato i primi cento giorni, poi i primi sei mesi…..oggi siamo ancora in attesa di vedere mantenuta la promessa che fece l’onorevole Tondo : “Tornerò”……Certamente si sono fatti molti cambiamenti: ci hai fatto uscire da un autentico regime dittatoriale e per questo noi ti ringraziamo. Il clima è molto più sereno, ma per quanto ancora dovremo aspettare il segnale del rinnovamento? Analizzando le ultime scelte che ha fatto il tuo esecutivo, non si può certo dire di aver avuto un cambiamento. Sembra quasi che si siano dipinte solo le facciate guai però ad aprire le finestre: se ci guardi dentro ti accorgi che è rimasto tutto uguale!! In conclusione, se è vero che sei il Presidente di quel popolo che ti ha sostenuto e votato, perché allora abbiamo l’impressione che tu ti stia dimenticando e ti stia allontanando da noi? Da buon giocatore di dama, quale tu sei, speriamo fiduciosi in una tua riflessione. Un saluto da quegli amici del panettone di capodanno!!
Ma quali sono questi problemi dei dipendenti regionali? Mi piacerebbe conoscerli. Anche perchè, messa così, sembra che i loro voti siano stati "decisivi" per la vittoria alle elezioni.
Dubito, comunque, che la gente abbia votato Tondo per togliere dalla "tirannia" i dipendenti regionali. Ma sia chiaro, tutto è possibile eh! :-D
Dopo il grande attaccante Vignandel, la squadra perde anche la mezza punta di classe,Archipedro. Rimane forte il centrocampo, con l'onnipresente Nomansland che non perde un colpo e macina chilometri su chilometri, pungolando i colleghi e strappazzando a volte anche il Presidente. Marqualdo gioca bene in difesa ma sa farsi valere non solo in copertura. Termonuke ha molte pause ma è un'artista. Checo non gioca molto ma anche troppo ficcante. Un pò lento ma granitico nella difesa è Silvio Bini, più scattante è Giovanni Urban che sa marcare ad uomo, lucido nel fraseggio a trequarti campo è infine Virgilio.
L'allenatore Baraldo, dopo un ottimo inizio di campionato sembra un po defilato come il vice Redazion Sfuei. Forzatamente, quasi sempre in panchina Cristian Romanini.
Ma è lo spogliatoio il vero problema della squadra. Colpa si dice dei " dipendenti della regione", che non danno appieno il loro contributo alla squadra impegnandosi ad intervenire solo nella loro limitata zona di campo, creando così nervosismo nei rapporti con gli altri elementi. Il grande interesse della stampa per la squadra, non è sempre in relazione alla qualità espressa dai giocatori. ( voto 6-)
Bene , bene, sono anch'io d'accordo sull’idea di togliere il valore legale al titotlo di studio. Anche questa è una vecchia proposta liberale (cioè del PLI) e quindi sono ben felice che sia stata rispolverata.
L'unica cosa che mi inquieta è che non vorrei facesse la fine del difensore civico (altra proposta liberale) e venisse bollata come idea sinistrorsa liberal chic!
Con la Riforma Gelmini si va verso lo svecchiamento dell'Università Italiana: fuori un barone e dentro tre giovani ricarcatori!
E vi pare poco?
ehhhhh una vita da mediano la mia :-D
No, dai non strapazzo il Presidente: ogni tanto faccio da contraltare ai complimenti dei suoi amici no?
A propo'... ho parlato con un "tecnico" sulla questione ipotetica dei "TIR spostati a mezzo ferrovia". Sì è messo a ridere. Ha affermato che per caricare 100 TIR (per il trasferimento dei quali lui prevede almeno 4 corse)ci vogliono almeno 48 ore. Per poi scaricarli, sempre che sia un posto adeguato per farlo, ce ne vogliono almeno 36. Non sono un esperto (ve ne sarete accorti no?) però devo dire che nessuno ha mai preso in considerazione ancora i tempi necessari per trasportare TIR da .. da.. da dove poi? Da Cervignano?. a.. a.. dove? Mestre? Padova? o che altro?.
Mannaggia sono pieno di domande io. :-D
Sarà mica un'uscita estemporanea questa ipotesi dei TIR sui binari??? bah..
Baraldo
accidenti, scusami, ma questo passaggio non l'ho letto da nessuna parte. M'è scappato.:-)
Alora la riforma è già pronta e non come ci hanno detto da rifare in parte. Ennò eh, voglio anche leggerla. Dove l'hai trovata?
Guarda se è vero, scrivo subito una lettera di complimenti alla Gelmini dicendole tra l'altro di denunciarmi per tutte le cose brutte che ho pensato su di lei! :-D
Certamente fuori tema del post (mi è stato insegnato che è possibile, anzi doveroso)riporto, virgolettato, riassunto del dibattito della presentazione del libro del Prof. Bruno Tellia che analizza il perchè della sconfitta di Illy
"Il presidente dell'Ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia, Piero Villotta, che ha moderato l'incontro dedicato alla presentazione in Provincia dell'ultimo libro, oggetto di ampia censura, del sociologo dell'Università di Udine, Bruno Tellia, ha preso lo spunto per tratteggiare la situazione dell'informazione sul nostro territorio.
E i giudizi non sono certo stati leggeri: “La stampa in questo territorio è assolutamente parziale”, leggi: non è imparziale. “La politica – ha continuato Villotta – non si fa con le foto sui giornali”. L'esito delle ultime elezioni regionali, del resto, l'hanno dimostrato: “La stampa non è onnipotente”. Villotta ha poi utilizzato parole durissime per condannare quanto avviene in Fvg: “Ci troviamo in una condizione di distorsione monopolista”. E ancora: “In Regione c'è un monopolio evidente; si tratta di un'anomalia o di una mezza anomalia, dipende dai punti di vista”. Secondo Villotta “è urgente riflettere in termini di politica dell'editoria”. Un altro problema collegato è quello del tipo di editori: “Purtroppo, non esistono editori puri. Tutti gli editori hanno interessi aziendali o personali”, e questo, ovviamente, non fa il bene di una stampa libera. “Il potenziale conflitto di interessi – ha spiegato Villotta – si verifica laddove c'è una situazione da monopolio”. Alla presentazioni del libro sono intervenuti anche esponenti del mondo culturale, come uno fra i pochi pensatori liberi – come l'ha definito Tellia – Roberto Iacovissi secondo il quale “è ora di tornare alla politica come forma di partecipazione e confronto”. Secondo Iacovissi il libro descrive in maniera chiara come deve essere fatta la buona politica”. La parola al mondo sindacale: “A Illy è stato consentito di essere un principe algido; illuminista ma non illuminato, insomma un vero governatore nel senso peggiore del termine”, ha dichiarato Roberto Muradore (Cisl). La cosa che più ha infastidito il sindacato, soprattutto Cisl e Uil, era l'impossibilità di dire, con Illy al governo, che la situazione economica stava precipitando. “Non si poteva dire – ha proseguito – che il Manzanese perdeva decine e decine di posti di lavoro ogni giorno; insomma ci ha infastidito quell'ottimismo ex berlusconiano”. Anche per Ferdinando Ceschia (Uil) “a Illy è stato consentito di fare il principe; nessuno l'ha impedito. Perché si è stati così accondiscendente verso il potere? Com'era possibile ignorare i dati oggettivi sull'economia?”.
Peccato la non presenza dell'amico Di Caporiacco.
La Sonia ha scritto una grande verità.
Credo sia noto a tutti coloro che postano su questo blog, i problemi che ha creato ai dipendenti regionali, la precedente Giunta regionale con il Gran Visir capo supremo di tutti (assessori compresi) ovvero colui che tutto sa e tutto insegna (Bocconiano DOC, ancora oggi, grazie a Lui, diversi dirigenti regionali mensilmente, si recano alla più rinomata Università italiana, e non credo sia giusto che questa Regione la continui a sponsorizzare!) lui che non doveva giustificare le "PICCOLE SPESE" perchè aveva il potere del Padre Padrone. L'unico alla quale doveva rispondere del suo operato era solo il Faraone. Quest'ultimo però, non ha MAI interferito sull'operato del Gran Visir, perchè non bisogna mai screditare una persona scelta come collaboratore.
Tantissimi dipedenti regionali, come pure le loro famiglie, hanno rivolto la loro preferenza al Presidente Tondo. Ora tutti i sostenitori si aspettano il cambiamento promesso in campagna elettorale. Anche perchè ..... siamo molto vicini al PANETTONE.
Per Orlando il Furioso:
anche io sono "emigrato" dall'Università di Trieste ad un'altra (quella di Ferrara) e penso di avere fatto molto bene.
Non solo perchè i tempi della mia laurea si sono ridotti, ma anche perchè la qualità dell'università era decisamente migliore.
Infatti, non è sempre vera l'equivalenza università difficile=uguaglianza buona; anzi, a volte è vero l'esatto contrario.
La Facoltà di giurisprudenza era, ai tempi, organizzata malissimo. Per assistere a molte lezioni, bisognava accastarsi fuori dalla porta dell'aula almeno 10 minuti prima e poi fiondarsi all'interno, tanto per fare un esempio. Perchè? Perchè non c'erano abbastanza posti per tutti e, quindi, molti dovevano stare in piedi o sedersi per terra. I professori a volte c'erano a volte no e, accadeva sovente, gli esami si facevano con il solo "assistente" e non con il professore del corso come dovrebbe essere.
Potrei continuare per ore su come la "difficile" università di Trieste fosse tale anche per la grande disorganizzazione e per il pessimo trattamento riservato agli studenti, ma mi fermo qui. Per carità.
@Baraldo
Queste, se non sbaglio, dovrebbero essere le ultime sul turn-over:
http://www.rassegna.it/articoli/2008/11/06/39098/universita-gelmini-deroga-a-blocco-turn-over
non oso immaginare quanti siano i "giovani" ricercatori che hanno già vinto un concorso ma sono ancora in attesa di un posto.
Per fortuna che, almeno in questo verso, un piccolo passa avanti è stato fatto rispetto alla proposta iniziale.
Dag... credo che la disorganizzazione di giurisprudenza a Trieste ed il sovraffollamento dei corsi (dieci anni fa, non so ora) siano un fenomeno deprecabile.
Tuttavia, credo che sia anche deprecabile che l'Italia abbia MOLTI più avvocati della Francia e dell'Inghilterra (nazioni a popolazione simile). Domanda, ma ci servono proprio tutti 'sti laureati in giurisprudenza?
In seconda istanza, credo che sia deprecabile che Udine abbia aperto la facoltà di giurisprudenza (e architettura e pubbliche relazioni) quando esistevano già offerte simili in regione o nel Triveneto e quando a ingegneria a Udine non esistono officine e laboratori e di conseguenza il percorso formativo degli ingegneri è incompleto.
Inoltre, i corsi a Legge erano sovraffollati perchè si iscrivevano anche coloro che non avrebbero avuto le capacità per finire una laurea dura come giurisprudenza venedo quindi in aula solo a socializzare e a scaldare i banchi.
Da qualche parte la ricetta è sbagliata. Io la butto là...meno corsi e numeri chiusi per tutte le facoltà. Diritto allo studio si, diritto alla laurea no!
E che le risorse siano ripartite alle università in modo diverso in modo che l'avere NUOVI e POPOLARI corsi non sia un fattore qualificante per avere più fondi ma lo diventi l'avere OTTIMI e QUALIFICANTI corsi.
...laurea in pubbliche relazioni (sic!)
ma questi problemi ai dipendenti regionali nel passato "dittatoriale" potere, potrei sapere quali sono stati? Scusatemi non è una battuta la mia, dico davvero. Sono stati problemi di stipendi? Di orari oltre la norma? di mobbing? di prevaricazioni? Insomma c'è qualche anima buona che mi mette al corrente? Oserei dire: ci mette al corrente? Grazie
Ahhh quegli aggiustamenti che dice Luca? cioè passare dal 20 al 50% il blocco del turn-over? aggiungendoci un bel "con un vincolo di spesa: il 60 per cento delle risorse dovrà essere usato per assumere giovani ricercatori e rovesciare l’attuale piramide” cioè il 60% del 50% se ho capito bene. Vabbuò un passettino, nulla di rivoluzionario direi. Da laureato sorpassato penso che
il potere dei “baroni” accademici si fondi su un casino di cose. Ne dico qualcuna così a caso:
1.Il precariato, che permette il ricatto e spesso il lavoro gratuito
2.La mancanza di fondi per il comparto dell’alta formazione e ricerca.
3.La mancanza di leggi per la trasparenza nel comparto
4.un patto “d’acciaio” tra le baronie italiche che permette l’invasione di familiari e raccomandati negli Atenei
5.La forte centralizzazione verticistica .
6.Le vecchie riforme che hanno portato alla proliferazione di sedi e dato il via agli “appoggi politico-territoriali”.
Qualsiasi modifica normativa che non intacchi queste condizioni strutturali sara’ inutile. Amen
Per Marqualdo:
sono favorevole al numero chiuso nelle Università, purchè si cerchi di fare delle selezioni d'ingresso il più possibile serie ed oggettive. L'ho sperimentato studiando anche all'estero che, se c'è il numero chiuso, gli studenti selezioni sono più stimolati e danno il meglio di sè.
Sbagliato aprire giurisprudenza a Udine? Beh, intanto cominciano a dire che con questa laurea non si può diventare solo avvocati (ma anche notai, magistrati, dipendenti della PA, dipendenti di Uffici legali di società) e che quindi ci sono degli sbocchi, anche se sempre di meno. Poi, ritornando al discorso di prima, secondo me non si è fatto male ad aprire Udine, ma si è fatto male a non chiudere Trieste: se si fosse fatto un test di "customer care" tra gli studenti di quella facoltà, ti assicuro che il gradimento sarebbe stato pessimo!
Per essere propositivi: secondo me, in generale, Università di Udine e di Trieste dovrebbero collaborare per cercare di unire le forze come, per esempio, utilizzare un corpo docente comune, quando possibile.
Per nomansland:
ma quale regime dittatoriale! Alcuni (non tutti) dipendenti regionali si lamentavano del fatto che, per la prima volta nella storia, si è deciso di prevedere un sistema di valutazione anche dei dipendenti (non solo dei dirigenti), le c.d. Pagelline.
Queste famigerate Pagelline, pur rivedibili nei contenuti(lasciavano obiettivamente troppo spazio alla soggettiva valutazione del dirigente), mi sembravano, anzi, un modo per finalmente introdurre il concetto di "merito" tra i dipendenti della P.A.
Per Nomansland:
I problemi delle pagelline sono cose irrilevanti confronto il clima di omertà che si respirava in Regione, per non parlare delle vessazioni subite da tutti indistintamente (compresi dirigenti, direttori e assessori) dal Gran Visir, ma ciò che più ha spinto molti dipendenti regionali ad avere un sussulto di orgoglio è stato "L'AVER TOCCATO LE TASCHE, NON SOLO DEI DIPENDENTI REGIONALI, MA DI TUTTI I CONTRIBUENTI CHE PAGANO LE TASSE" (Capito DAG?). Se Gianantonio Stella dovesse scrivere un secondo libro sugli sprechi della Regione F.V.G. dal 2003 al 2008 non so quanto tempo ci impiegherebbe!
NML su giurisprudenza ho fatto riferimento ai troppi avvocati per comodità d'argomento, va da sè che ci sono altri sbocchi qualificati.
I punti che volevo sottolineare sono 2:
1 - visto che ci sono esempi comunissimi di vigili urbani o semplici impiegate (sottopagate) con la laurea in legge in tasca e visto che laureato allo Stato costa circa 40,000 Euro (in stipendi di personale docente e non, spese di strutture universitaria etc.) non vi pare che ci siano troppi investimenti sbagliati per un obiettivo così limitato limitato (leggi spreco)? Cioè, il vigile urbano e la segreatria facciamolo fare a chi ha un buon diploma di scuola superiore risparmiando quei 40.000 Euro. Se ci sono persone che con laurea si adattano a fare lavori che richiedono un diploma vuol dire che ci sono troppi laureati. Tutto qua.
2 - se Udine ha ingegneria incompleta perchè spendere per creare la facoltà di giurisprudenza. Risultato? i migliori studenti di Ingegneria vanno al Politecnico di Mi o To e noi ci ritroviamo con segretarie laureate a Udine in legge e pagate 950 euro al mese. Più dequalificante di così per una laurea...
Sto semplificanto "for sake of argument". Ma questi sono i miei punti.
Ma è un blog o un forum' Comunque... bene.... ripeto... qui si dibatte liberamente!
In questa pagina c'è un riferimento alla fonte dell'articolo di Giavazzi, e questo è il sito degli studenti.
Il numero chiuso ai corsi di laurea non è una soluzione, vi garantisco che un filtro per mandare a casa quelli che non studiano lo sono già gli esami di analisi, basta vedere la percentuale di abbandoni il primo anno, per lo meno nelle facoltà scientifiche.
Quello che ci vuole invece è un filtro per il personale docente, che giudichi la qualità della didattica frontale, del numero e della qualità delle pubblicazioni, del numero di studenti che laureano ogni anno.
Il bello è che tutti questi indicatori esistono già, ad esempio per la qualità della didattica sono presenti sui siti delle facoltà, almeno per i professori che hanno dato la disponibilità sulla pubblicazione, solo che non vengono utilizzati per madare a casa i meno meritevoli.
Ho la sensazione che questa storia dei baroni l'abbiano tirata fuori i baroni stessi per far vedere al mondo che c'è qualcuno peggio di loro.
Spero che i docenti di qualità a posto con la coscienza, abbiano il coraggio di denuciare le situazioni anomale intorno a loro, prima che, senza troppa difficoltà, decidano di trasferirsi ad insegnare in qualsiasi università all'estero.
X texwiller:
non puoi parlare di "vessazioni" senza citare episodi concreti. Eppoi, scusa, adesso perchè non ti sentiresti "vessato"? Cosa è cambiato? Si lavora meglio secondo te? E perchè?
x marqualdo:
non è che se non apri la facoltà di giurisprudenza a Udine, non ti troverai a Udine le segretarie laureate che prendono 950 euro. Chi vorrà continuare a studiare giurisprudenza, lo farà a Trieste o a Padova eppoi tornerà a Udine (perchè quasi tutti tornano) e farà, se non troverà di meglio la segreteria a 950 euro.
Altro è il discorso che sarebbe meglio indirizzare risorse e studenti verso le facoltà scientifiche, perchè queste offrono maggiori possibilità di impiego dopo la laurea.
ma nessuno vuole imparare un mestiere??
mi è chiarissimo quel che dice MARQ che in linea di massima sposo. Anche se ci sarebbero delle precisazioni da fare. E' certo cmq che il "vizio" italiaco di voler a tutti trovare un lavoro sotto casa è sbarcato anche in Friuli. E comunque un lavoro è un lavoro. C'è gente senza laurea o addirittura scuola superiori che con 30 anni di lavoro di operaio e con 1200 euro deve tirare avanti una famiglia e far studiare i figli. Una segretaria laureata che si lamenta per 950 euro o cerca di andarsi a trovare da un'altra il lavoro per il quale ha fatto l'università o si accontenta. Non è che il mercato deve guardare all'università, ma è l'esatto contrario. Per ultimo c'è il fatto che pochi scelgono le facoltà scientifiche perchè "troppo difficili". Una volta la laurea era uno status symbol, una chiave che apriva le porte ad alti incarichi. Si va verso la cultura diffusa e tutto si appiattisce. Giustamente. Forse in un futuro prossimo comincerà a valere il "merito" e non le raccomandazioni.
Sui dipendenti regionali.. vabbè.. preoccupati per gli sprechi e tiranneggiati... non mi pronuncio, ma mi sembrano elementi un po' vaghi e aleatori. Comunque sia spero che la stessa attenzione ci sia anche adesso.
PS: Sulla laurea che ormai ha perso molto del suo fascino vorrei fare un esempio "sull'orlo di una crisi di nervi". Audace diciamo va.
Quella del 29 fu una crisi “economica proletaria”. Una crisi agraria e industriale dovuta alla produzione esagerata, al progresso tecnologico, all’aumento del numero di paesi industrializzati che portò all’imposizione di bassi salari, e conseguentemente l’offerta si manifestò ben superiore alla domanda (cosa che accadrà il prossimo mese anche qui). Questa di oggi è una crisi “finanziaria” da imputare ai “giovani laureati aggressivi”. Gli stessi che hanno fatto indebitare milioni di americani usando la persuasione culturale (io sono laureato tu un lavoratore: se ti dico che potrai facilmente pagare il mutuo della casa vai tranquillo. Io ho studiato ‘ste cose e tu no). Ed altri laureati, in Italia, hanno persuaso con i “derivati” anche enti pubblici (Comuni, Province e Regioni), fondi pensione ed altro, usando anche qui l’arma della cultura nel ramo. Laureati come “venditori” dunque. Una catastrofe. Al limite mi fido più di Bossi (non amo i leghisti sia chiaro) che ha studiato alla Scuola Radio Elettra di Torino! Almeno questo quando cerca di fregarti si capisce benissimo! :-D
Nomansland,
questa dei laureati venditori devi averla letta sulla pravda.
@lucapost ...
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Quello che ci vuole invece è un filtro per il personale docente, che giudichi la qualità della didattica frontale, del numero e della qualità delle pubblicazioni, del numero di studenti che laureano ogni anno.
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Hey Luca (I suppose it's your name),
apologies for commenting in English but writing in Italian still gives me some problems.
Be careful by judging professor by means of indicators (f.e. so called Impact Factor) that measure the number of publications and it's scientific value.
The impact factor who basically measures the number of citations of a
scientific publication during a given time span creates only the the
impression of measuring scientific value, because it seems at first
sight absolutely legitimate to claim that only publications with a
high scientific value are cited often.
But it's an open secret in the scientific community that the citation
frequency is highly dependent upon the attention a given publication
receives. This attention in turn is highly biased by other factors such
as language of the publication, age, experience and sex of the author, institutional and idealogical background of the author, the zeitgeist / spirit of time etc ...
Beside...the databases which track citations are far from being complete meaning that only a small portion of all scientific journals are covered. Furthermore the citation behavior differs across certain subjects which makes establishing a certain standard even more difficult. It is also very common to form citation cartels in which an author cites another author only to do him a favor or to be cited in exchange.
I totally agree with you that the professors need to be evaluated and that decisions about employing a professor should rather depend on such evaluations that the friendship with the dean. But using quantitive measures like number of publications or citations of publications goes in the wrong direction because they are fare away from measuring that what they claim to measure!
Regards Matthias
...whatever measures you use they will always have some flaws.
At the moment I think the bigest problem is the lack of any measures and therefore the lack of any accountability.
But I agree with you, looking at only one quantitative measure could be easily misleading.
True also that some subjects are more popular than others (e.g. micro economics vs Phoenician Archaeology) and this will inevitably skew the numbers.
Still, Italian universities spend too much for the results we are getting.
Urca !!!!!!!! direbbe il Principe De Curtis (Totò).
Italiano;
Friulano;
Inglese;
Altro che Illy !!!!
A dire il vero, altre due o tre lingue, e l'EUROREGIONE con Presidente Tondo) è fatta !!!!!!
Le sembrerà strano signor Nomansland, ma quando sono entrata in Regione, più di trent’anni fa, mi sono messa a disposizione della collettività con la consapevolezza che ero pagata per questo!!All’epoca, al momento dell’assunzione, si prestava giuramento!!! Vedere che in questi ultimi cinque anni le esigenze della collettività erano state messe da parte per favorire unicamente l’immagine di un Presidente, mi ha creato non pochi problemi. Capirà che anche io pago le tasse e, facendo parte della Struttura, ho potuto toccare con mano gli sprechi della passata legislatura. I problemi di noi regionali sono stati proprio quelli di non poter evidenziare pubblicamente il disagio che provocava, in tutti coloro che hanno a cuore le sorti dei contribuenti, questo scempio dei beni pubblici. Tutto veniva filtrato attraverso un solo personaggio (il buffone di corte) il quale evitava accuratamente che trapelasse all’esterno qualsiasi informazione che potesse danneggiare l’immagine del Presidente e del suo operato. Credo sia a conoscenza del debito che hanno lasciato questi personaggi!! La cosa che mi ha più amareggiato però, è stata quella di vedere che il Consiglio regionale formato, di fatto, da persone votate dai cittadini, nulla abbia fatto per contrastare questo ciclone:l’unico scopo era quello di mantenere ben salda una fruttuosa poltrona! Riguardo alla sua osservazione in merito ai voti “decisivi” per la vittoria delle elezioni, preciso che non abbiamo mai avuto la presunzione di essere determinanti nelle scelte politiche!!! ....Per quanto riguarda poi i problemi di stipendio, ci hanno scippato 12 mensilità e siamo stati costretti a fare un ricorso che, fortunatamente abbiamo vinto. Abbiamo anche subito la retrocessione della carriera e anche per questo abbiamo pagato un avvocato che sta portando avanti un nuovo ricorso. Anche gli orari oltre la norma erano all'ordine del giorno. Basti pensare agli autisti che dovevano scorazzare gli assessori in giro per le Giunte itineranti, e non solo, e poi non venivano pagate le ore straordinarie. Anzi molti Assessori non le firmavano proprio le ore!!! Le denunce di "mobbing" sono lievitate in questi cinque anni del 60% rispetto agli anni scorsi. Preciso che il mobbing è una novità giuridica abbastanza recente, ma rispetto ai ricorsi al giudice del lavoro degli anni precedenti, si possono fare i raffronti. Quanto alle prevaricazioni le posso assicurare che erano all'ordine del giorno: trasferimenti coatti, pensionamenti sollecitati, trasferimenti in altre sedi anche nei confronti di madri con bambini piccoli e così via. Pensi che nemmeno i Sindacati riuscivano a fare sentire le loro ragioni!!! Credo basti per capire che si trattava proprio di regime "dittatoriale"....Se è interessato ad altre notizie mi contatti pure....possiedo un "vistoso" dossier..... Cordialmente
Thermo,
non leggo la pravda da quando son andato in Russia (per lavoro) anni e anni fa. Anzi ne guardavo solo le foto perchè di russo proprio neanche una parola ho mai saputo.
I brokers di "investment bank", settore "hedge funds" e "derivate" erano giovani laureati (nessuno al di sopra dei 40 anni) che guadagnavano solo se piazzavano i prodotti “tossici” di cui si è tanto parlato. Basta aver seguito passo dopo passo la crisi. Mica me lo invento io. La frase tipica era
"noi siamo come i casinò e non possiamo mai perdere, perché abbiamo la percentuale assicurata su tutte le operazioni e il 20 per cento sui profitti del cliente". Si sentivano i santi protettori della nuova America post industriale e tutta a credito e naturalmente la maggior parte dei loro proventi non l’hanno mica reinvestiti nei loro prodotti! Sono spariti tranquilli con un "it was good while it lasted": è stato bello fino a quando è durato. New York Times, altro che pravda!
There is absolutely no doubt whatsoever regarding the fact that the Italian University system needs to be overhauled. We need to find a better way to manage funds, to improve the quality of research and to identify professionalism. It is true, all these things are indeed necessary. However this Government not addressing these problems, all she did was cut the funding, thereby punishing the most virtuous. Tremonti cannot simply implement this kind of reform entirely on the basis of cold calculations. No, it was born bad and therefore it is unacceptable.
Ma no Sonia, mi basta quello che ha scritto.
La mia era pura curiosità: si parla sempre in generale di probemi senza mai andare oltre. Volevo solo entrare un pochino in profondità, ma senza esagerare.
Grazie
NML nella finanza ci sono ruoli che sono dati solo agli under 30 (brokers o traders) perchè sono gli unici che possono permettersi orari di lavoro massacranti ed hanno la forza mentale e fisica di resistere alla pressione. Passati i 30 o sei un manager (di traders e brokers) o non sei nessuno.
Il punto è chi redigeva le strategie di fondo: chi sta sopra impone cosa vendere, cosa proporre e cosa trattare con i clienti.
Tagliando corto, in ultima analisi, io personalmente attribuisco a Greespan ed ad una certa visione Repubblicana il concetto che si può "offrire credito a tutti" tanto l'economia continuerà ad espandersi. Se queste erano le direttive dall'alto è chiaro poi che il sistema le segue (vedi mutui concessi a chi non aveva i titoli, titoli tossici e via dicendo).
Ci sarebbe da aprire un dibattito sugli effetti distorti di lungo termine della Reaganomics. Tremonti nel suo libro affronta in parte la questione. Ma qui si parla di università...
si lo so che si parla di una università.. io ho soltanto fatto un esempio audace, nulla che possa essere chiamata "lettura obiettiva, vera e approfondita".Diciamo che mi sono rifatto a "Gordon Gekko, idolo di Wall Street no? :-)
NML ...visto che lo nomini, super notiziona di questa settimana, Gordon Gekko is back!
La 20th Century Fox sta lavorando al sequel del super classico “Wall Street” del 1987. Michael Douglas torna nei panni di Gekko.
http://www.economist.com/finance/displaystory.cfm?story_id=12437775
"Greed is good!"
:-)
guarda, questa è la notizia più decente che non leggo da mesi:-)Magari un portafortuna..chissà.
Vorrei fare una precisazione a proposito di UNIVERSITA' E DI INSEGNAMENTI DELLA "BOCCONI"
Il Gran Visir, COLUI CHE TUTTO SA E TUTTO INSEGNA (all'infuori dell'educazione), (oltre al fatto che nessuno gli ha insegnato che quando si va nel supermercato sotto casa quando si arriva alla cassa, bisogna fare come tutti i comuni mortali: ovvero pagare il conto!) Lui il D.G. Capo supremo della Regione dal 2003-2008, obbligava tutti i dirigenti chiamati mensilmente a rapporto, a parlare in Inglese perchè l'anglosassone fa tendenza, è così se uno non comprende ciò che scrivi, lo fai sentire ancora più miserabile! E' forse perchè qualcuno di quelli che postano su questo blog ha fatto la Bocconi, che scrive in inglese?
Siamo in Italia e precisamente in Friuli Venezia Giulia e non in Lombardia ed io sono italiano ed orgoglioso di esserlo. E come dal testo tratto da "Serbidìola" ribadisco:
E lasciate pure che cantino e fischino e che facciano pure dispetti, nella patria di Rossetti non si parla che italiano!
ma la "Serbidìola" non era l'inno asburgico su musica di Haydin? Esistevano versioni per ciascuna delle lingue dell'Impero Asburgico... ceco, ungherese, croato, sloveno, polacco, ucraino...
ma in effetti la versione inglese non c'era :-)
Tex
...ma TEXWILLER è un nome italiano? Sei proprio orgogliosone di essere italiano vero? Almeno firmati Tecsuiller
no sta cjpate, si fas par mut di dì!
mandi
Mio papà, che nacque nel 1901, era un commerciante ( al veve butèghe ) e quando ero ragazzino e davo una mano dietro il banco mi insegnava come dovevo comportarmi con i clienti sconosciuti. Fra le altre cose mi diceva che per iniziare il discorso ( chiedere cosa volevano )dovevo usare il dialetto veneto. Spiegazione: noi parliamo friulano, ma sappiamo esprimerci anche in dialetto per la vicinanza con la regione Veneto. Quindi, per mettere a proprio agio il cliente, il friulano era troppo confidenziale e poteva essere non capito; l'italiano, troppo pretenzioso per una persona magari non dotta che si sarebbe intimorita e avrebbe potuto lo stesso non capire. Il linguaggio "gigio" sarebbe andato invece bene per qualunque cliente. Per il povero friulano, che comunque avrebbe sentito un linguaggio popolare e abbastanza affine; per l'italiano che avrebbe sentito un dialetto comprensibile e vicino alla lingua ufficiale; al veneto che avrebbe sentito il suo idioma e avrebbe particolarmente apprezzato.
Lo considererete poco dignitoso, però penso anche molto pragmatico e "commercialmente" rispettoso. Per i tempi, naturalmente.
E' solo un aneddoto, forse curioso, ma senza alcuna pretesa :-)
Avete letto sull'ultimo numero dell'Espresso i dati sulle Università italiane? Emergeva con prepotenza il dato dell'Università di Udine (sottofinanziata del 17%) e di quella di Trieste (sovrafinanziata del 14%). Qui l'articolo e, sulla dx, il collegamento per la tabella con i dati: http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Onore-al-demerito/2049207&ref=hpsp
Poichè il Presidente Tondo dice di essere una persona "concreta", perchè, oltre ad auspicare legittimamente la collaborazione tra i due atenei al fine di evitare sprechi di risorse, non interviene a Roma ed in Regione per porre fine a questa incredibile sperequazione?
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