sabato, ottobre 11, 2008

Ciao Joerg!

Io ho perso un vero amico.
La Carinzia un grande Governatore
L' Austria un leader politico

Sono affranto!

20 commenti:

dan ha detto...

sono tornata indietro di quasi 30 anni...lo ricordo da giovane liberale...

iacopo chiaruttini ha detto...

sono rimasto davvero molto colpito e dispiaciuto anche io..addio joerg..sarai nei cuori anche di noi friulani..ciao

Rick ha detto...

Addio governatore.
Personalmente non conoscevo Haider, ma l'ho incontrato più di una volta per motivi di lavoro, e mi ha sempre dato una buona impressione, sia come persone che come politico. La notizia di oggi mi ha molto colpito. Vorrei esprimere, grazie al blog del presidente, le più sentite condoglianze anche da parte della mia famiglia.

bgfb ha detto...

Suo padre era un un membro delle truppe d'assalto naziste e la madre era un' insegnante membro della gioventu' hitleriana. Lui stesso ha sempre negato di avere simpatie filonaziste ma ha sempre strizzato l'occhio in quella direzione. Nel 1991, dopo essere stato eletto tre anni prima governatore della Carinzia, dovette dimettersi per avere lodato nel parlamento del Land "la giusta politica di occupazione nel Terzo Reich".

....@ ha detto...

Quando accadono tragedie simili, ci si rende conto che la vita può interrompersi in un attimo....
Tutte le idee, i progetti che una persona ha in mente di fare diventano sogni infranti...
E'un dispiacere... quello che è successo !!!
Il mio messaggio è :
" Affrettarsi nella vita...ma rallentare in strada... "
Condoglianze alla famiglia.

Baraldo ha detto...
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Baraldo ha detto...

A Tarvisio siamo in molti a essere rimasti shoccati dall'improvvisa scomparsa di Haider: escursionista e valente scalatore delle Alpi Giulie, dal Mangart al Canin, era un assiduo frequentatore della ristorazione tarvisiana che apprezzava assieme a tanti suoi concittadini carinziani. Spesso l'ho visto fermo per strada a parlare con i miei compaesani.
Tramite un mio collega professore di Spittal ober Drau, circa un mese fa, gli avevo fatto pervenire l'idea di promuovere il Tour culturale transnazionale dei tre musei delle miniere di Bleiberg, Idria e Cave del Predil: ne era rimasto entusiasta e aveva promesso di venire quanto prima nel sottosuolo della miniera di Raibl e di lì andare a Bretto in Slovenia per la galleria dei minatori, come fecero nel 1917 i suoi connazionali militi dell'esercito austroungarico che in un mese in90.000 da lì scesero nella valle dell'Isonzo fino a Caporetto determinando la tragica disfatta dell'esercito italiano!
Ultimo dei numerosi impegni
istituzionali e di amicizia con la Comunità tarvisana l'avrebbe avuto sabato prossimo alle 12,30 per l'inaugurazione del Nuovo Mercato: l'unico che, purtroppo non per sua volontà, non potrà mantenere.
Ciao Joerg, e grazie per l'amicizia che ci hai dato.

redazione Sfuei ha detto...

Due riflessioni, al solito fuori dal coro.
Vedendo i resti dell'auto da Haider si rimane impressionati.
Logica una domanda, non certo con intenti colpevolizzanti: a quanti kmh si deve andare per ridurre un mezzo in simile stato?
La seconda:
Il governatore della Carinzia viaggiava come una persona normale, seppur su un'auto di servizio, senza autista, senza "protezioni", dimostrandosi un uomo come tutti, senza piedistalli, codazzi, cortigiani e quant'altro.
In Italia quando si muove qualsiasi politico di un certo livello assistiamo a cortei di auto civetta con lampeggianti, scorte più o meno autorizzate e più o meno necessarie, autisti che conducono in auto blu o grigia il personaggio politico dovunque, anche in farmacia (quindi per impegni non istituzionali).
Haider era un politico morto da uomo comune.
Forse è il caso che ci diamo una ridimensionata ripensando al ruolo degli uomini politici in Italia, spesso inarrivabili.
Mi spingo a dire che in Italia un uomo politico del suo livello non avrebbe potuto morire in quel modo, uscendo di strada alla guida della sua auto.

Alberto di Caporiacco

Piero ha detto...

Sono davvero molto dispiaciuto per la scomparsa del Sig. Haider, ho avuto la fortuna di conoscerlo e scambiare dua parole con Lui, durante la Sua visita a Tolmezzo di molti anni fa'.Abbiamo perso un amico, e il Presidente Tondo, fa' davvero bene nel rendergli omaggio da parte della Regione.Anche alcune Amm.ni comunali della Carnia dovrebbero ricordarlo, dato che ne era molto amico.
Mandi Joerg .

Madrid,13 Ottobre.

Giovanni Urban ha detto...
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Archipedro ha detto...
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Giovanni Urban ha detto...

Davvero una disgrazia.
Dispiace osservare attraverso le immagini dell incidente, la desolazione e la solitudine di quei momenti in cui la Carinzia ha perso un vero leader, ed il Friuli un amico.

The Bourne ha detto...

Una parte del futuro austriaco se ne è andato ma rimangono validi successori che potranno portare a compimento le sue idee ed il suo genio.

Rimane tuttavia un che di plemico: come fa uno a voler dare il buon esempio alla patria, e soprattutto ai giovani, se proseguiva a 140km/h in un tratto che ha limite 70km/h. Non accetto queste cose!

In ogni caso Pace all'anima sua.

nomansland ha detto...

Giuseppe Alfano, notabile siciliano di Allenza nazionale, ha deciso (e non ho dubbi che ce la farà) di cambiare il nome dell’ex base militare di Comiso. “Il nome di Pio La Torre (nda spero di non dover dirLe chi era) non significa niente per gli abitanti di Comiso». Ed ha indicato, come nome, quello del generale Magliocco. Mi sono informato: un generale che si coprì di vergogna nella guerra "imperiale" contro i popoli del Corno d'Africa.

Dico questo perché, pur rispettando il dolore personale, di chi lo stima e lo ha conosciuto, per la morte di Haider, non vorrei che a qualcuno (di questi tempi ormai non mi meraviglio di nulla) venisse in mente di cambiare Via Ciro di Pers in via Haider, con la scusa che i cittadini di Udine poco sanno su Ciro di Pers.

cappaggibbi ha detto...

Sic transit gloria mundi.

Marqualdo ha detto...

per curiosita', quali sono le politiche che hanno reso Heider un bravo politico? Non le conosco e dai necrologi non si capisce.

Oltre all'indubbio carisma, all'amicizia con il Friuli, quali erano le basi della sua azione politica?

silvana ha detto...

Su Jorg Haider, sono state dette tante cose, ma non ha nessun senso lo strumentalizzare la sua morte, personalmente lo considero un atto veramente deplorevole. Ritengo che bisogna portare rispetto per un persona scomparsa al di là della sua appartenenza politica. Ciò che il governatore della Carinzia ha fatto o avrebbe dovuto fare in vita, non ha niente a che vedere con la sua improvvisa scomparsa: il polemizzare su un defunto, non porta nessun beneficio e non rientra nelle comuni regole del buon senso. Ho letto alcuni titoli di giornali che mi fanno venire il voltastomaco tanto sono cinici specie difronte ad una realtà che prima o poi capiterà a tutti. Piuttosto ho letto con attenzione sul Messaggero di domenica 12 ottobre 2008 dove l’ing. K. sosteneva che la Volkswagen Phaeton, autovettura dotata di Adaptive Cruise Control (ACC) e con la funzione Follow-to-Stop, ed il sistema "Front Assist" che “controlla” la distanza di sicurezza nell’ottica della riduzione degli spazi d’arresto, ed inoltre con l'assistente per il cambio di corsia "Side Assist" e l’attivazione automatica delle luci anabbaglianti in caso di marcia veloce in autostrada (a partire da 140 km/h, dopo dieci secondi) e di pioggia, la rende una delle macchine più sicure mai state fabbricate, e quindi con queste caratteristiche è alquanto improbabile che possa essere accaduto tale incidente. Luci ed ombre nella sua vita e nella sua morte. Mi dispiace molto che se ne sia andato così tragicamente.
Silvana

Marqualdo ha detto...

Fermo restando il rispetto per questa tragedia resta che nessuno parla delle sue politiche ma solo del suo carisma.

Nessuno tra i lettori di questo blog puo' aiutarmi a capire che politiche portava avanti il governatore della Carinzia?

Quali erano la sue visioni sulla sanita' locale, sui rapporti con il governo di Vienna, sulle politiche commerciali ed industriali della Carinzia, sui rapporti con la minoranza slovena etc etc. Di solito quando un grande politico muore la sua esperienza politica viene portata avanti dai compagni di partito. Qual'e' l'eredita' politica di Heider? Mi scuso ma chiedo perche' non ho mai seguito la politica transfrontaliera. Se qualcuno puo' aiutarmi ne sarei infinitamente grato.

Archipedro ha detto...
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checo ha detto...

Ecco qui sotto incollate alcune righe tratte da un quotidiano per capire (per chi se ne fosse dimenticato o peggio non volessere ricordare o vedere) alcune prese di posizione dell' "amico Joerg" (non mio) circa ebrei e minoranza slovena.
Io concordo che con i "vicini di casa" bisogna sempre (o quasi) collaborare e cercare di avere buoni e costruttivi rapporti, ma al tempo stesso non bisogna essere ipocriti e far finta di niente, la pietà per la morte non deve comportare ipocrisia (estremizzando: vogliamo farci "amici" anche Mussolini e Hitler per un po' di strade nuove e qualche bonifica?).
Se penso alla ideologia politica e al fare politica di Haider e le origini poliche del presidente Tondo (partito socialista italiano, antifascista!) mi vegnin i sgrisui!
mandi Checo

Il leader dell'estrema destra austriaca lascia a moglie e figlie la proprietà avuta da un prozio
L'eredità di Haider e gli ebrei italiani
La tenuta fu sottratta alla vedova del proprietario grazie alle leggi razziali

DAL NOSTRO INVIATO
KLAGENFURT — L'eredità spirituale? Ma no, l'eredità vera. Jörg Haider attende ancora d'essere sepolto, sabato, nella sua Bärental, s'attende l'ultimo saluto dei leader austriaci e la calata a Klagenfurt dei governanti d'oltreconfine come il friulano Renzo Tondo, le bandiere rosse-gialle- bianche sono ancora a mezz'asta, i ceri ancora accesi nella Piazza nuova e compare — a turbare l'immagine del leader, a cui dopo la morte è stato reso un corale tributo — quella domanda impertinente e fastidiosa: e che ne sarà adesso dei suoi — discussi, controversi — poderi?

Risposta semplice: li ereditano la moglie Claudia, 51 anni, e le figlie Ulrike, 31, e Cornelia, 28. Ma non sono noccioline. Quindici milioni di euro, circa, perché Haider era un uomo ricco al di là dello stipendio (lordo) di Landeshauptmann di 16.320 euro. Una bella casa a Klagenfurt, un appartamento medio a Vienna, un parco macchine dove spicca una Porsche Cayenne e soprattutto la Bärental. Ovvero, quasi tutti — o una bella parte — dei terreni in questa valle alpina lunga quasi 7 chilometri, la «valle degli orsi»: 1.600 ettari di proprietà. Prati, boschi, la cappella di S. Michele, all'ombra delle Karawanken e quasi fino al confine della Slovenia, anche se Haider nelle valli ha fatto togliere tutte le insegne bilingui in sloveno perché gli davano fastidio.

E così torna sui giornali la storia nota di come Haider sia diventato il padrone di queste terre una volta appartenute agli ebrei. L'eredità donatagli da uno zio acquisito, Wilhelm Webhofer, che a sua volta l'aveva ricevuta dal padre Joseph. È qui che la storia si fa drammatica: Joseph le compra per un prezzo irrisorio (300.000 marchi tedeschi), nel 1939, dalla vedova di un ebreo italiano, Mathilde Roifer. Non aveva altra scelta, la signora, dopo la promulgazione delle leggi razziali: la Bärental doveva essere arianizzata, gli ebrei schiacciati e privati delle loro ricchezze.

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E Haider, a quel dono che lo ricollegava agli orrori (e ai profittatori) del regime hitleriano come ha reagito? L'ha sempre difeso, pure in tribunale. Nel 2000, la figlia di Mathilde Roifer, l'allora 73enne Noemi Merhav, l'ha citato a giudizio: reclamava la restituzione della valle. Ma Haider ha vinto, la transazione era regolare e poi la signora — sopravvissuta all'Olocausto — nel 1954 era stata ricompensata, dopo le richieste del Congresso ebraico al governo austriaco: tre volte il prezzo pagato nel '39, soldi in buona parte sborsati da Webhofer. «Per quei tempi non mi sembra proprio poco» disse una volta Haider. Cifre irrisorie, per chi ha fatto i conti: in totale, compensazioni comprese, circa un quarantesimo del valore attuale del podere. Eppure, nella Bärental Haider era amatissimo da tutti. Il sindaco socialdemocratico, Sonya Feinig, dice «avevamo rapporti eccellenti »; un «Super Mensch», un grande uomo, per gli avventori dell'osteria di Feinitz; «un amico » per il vicario generale Gerhard Kalidz. Certo, la Bärental gli ha dato parecchi guai: come quando assunse, per farli lavorare sotto costo nei boschi, dei bosniaci, lui che pubblicamente tuonava contro i clandestini. Ma era anche diventata un simbolo politico, quella Bärental-Republik: lo sfottò coniato dalla satira politica lui l'aveva adottato come uno slogan, un vanto. E ora, un'altra volta, la questione dell'eredità. Fatti privati della famiglia di Jörg Haider, s'intende, non fosse che le ombre lunghe della Bärental gettano un'altra volta una luce più cupa sulla sua finale, pubblica agiografia.

Mara Gergolet
15 ottobre 2008